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I Pappagalli nella Storia

Un rapporto millenario

La bellezza, la natura sociale, l’intelligenza e la capacità di imitare la voce umana hanno da sempre affascinato l’uomo. I pappagalli e altri uccelli in grado di imitare (maine, storni, corvi) sono stati tenuti come animali da compagnia fin dall’antichità: fonti storiche riportano che già egizi, greci e romani allevavano uccelli parlanti.


Antichità: Egitto, Grecia e Roma

  • Egitto — Geroglifici antichi, risalenti a circa 4000 anni fa, raffigurano quello che sembrano essere uccelli domestici, segno che il rapporto uomo–uccello è veramente antico.
  • Grecia — la maina era apprezzato tra l’aristocrazia. In India, lo storno era considerato sacro da oltre 2000 anni e, in occasione di feste, veniva addirittura portato in processione sul carro trainato da buoi.
  • Riferimenti letterari — Il primo riferimento conosciuto a un pappagallo nella letteratura europea risale al 397 a.C. nell’opera Indica di Ctesia, che descrive un parrocchetto dalla testa colorata capace di “parlare una lingua indiana”, verosimilmente uno Psittacula cyanocephala.
  • Aristotele (385–322 a.C.) descrisse un uccello chiamato Psittacae, da cui deriva il termine scientifico Psittaciformes per la famiglia dei pappagalli.

Alessandro Magno portò esemplari dall’India in Europa intorno al 327 a.C.; da lui prende il nome il Pappagallo Grande Alessandrino (Psittacula eupatria).

In epoca romana i pappagalli erano lussi dei ricchi: spesso alloggiati in gabbie di metalli preziosi, avorio o tartaruga. Paradossalmente, venivano anche consumati come cibo in alcuni contesti. Il commercio di pappagalli si diffuse dall’Impero romano nel resto d’Europa.

Un mosaico del 200 A.C. raffigurante un Grande Alessandrino, nella città oggi conosciuta come Bérgama in Turchia.

Scambi precolombiani e Medioevo

  • America precolombiana — Indizi archeologici mostrano che tribù nativo-americane del sud-ovest (es. Chaco Canyon) partecipavano alle rotte commerciali dei pappagalli, probabilmente fino al Messico e ai Toltechi (ca. 850–1120 d.C.).
  • Medioevo e Rinascimento — Anche nel Medioevo i pappagalli erano animali per ricchi e nobili: l’imperatore Federico II (1194–1250) possedeva un Cacatua alba regalato dal Sultano di Babilonia.
  • Rinascita e oltre — Il ruolo simbolico e il prestigio sociale dei pappagalli continuarono: perfino la Santa Sede aveva un addetto alla cura dei pappagalli. L’odierna Sala dei Chiaroscuri è stata nota fin dal medioevo come “Sala del Pappagallo” per l’antichissima usanza di ospitarne al suo interno.
“Donna al Piano con Pappagallo” 1870

Nuovo Mondo e commerci globali

Dopo la scoperta delle Americhe, il commercio di pappagalli si intensificò. Nel 1493 Colombo riportò in Spagna una coppia di Amazzoni di Cuba come dono per la regina Isabella, e con il tempo il commercio divenne un’attività consolidata.

Si racconta che, in alcuni casi, pappagalli addomesticati avvisarono villaggi indigeni dei Caraibi dell’arrivo dei conquistadores, dando ai locali tempo per ripararsi nella foresta.


Pappagalli e personaggi famosi

I pappagalli hanno frequentato corti, case reali e personaggi storici. Tra la nobiltà europea, ad esempio, i Cenerini erano molto diffusi data la vicinanza con l’Africa, sua terra di origine.

Alcuni esempi celebri:

  • Enrico VIII (1509–1547) possedeva un Cenerino a Hampton Court; si dice che intrattenesse chiamando il barcaiolo.
  • La Duchessa di Richmond e Lennox fu sepolta con il suo amato pappagallo nel 1702 a Westminster Abbey.
  • Marie Antoinette (1755–1793) possedeva un Cenerino.
  • Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) ebbe uno storno come animale: quando lo storno morì, Mozart gli dedicò una parodia di funerale e una poesia (elemento curioso della sua storia personale).
  • Regina Vittoria (1837–1901) aveva un pappagallo Cenerino che intonava “God Save the Queen”.

Pappagalli alla Casa Bianca

Negli Stati Uniti i pappagalli e altri uccelli sono stati frequentemente primi animali domestici alla Casa Bianca:

  • Martha Washington ebbe una Amazzone a Fronte Gialla chiamato “Polly”.
  • Thomas Jefferson addestrò un tordo a posarsi sulla spalla.
  • Andrew Jackson aveva un Cenerino famoso per le imprecazioni (racconti narrano che il volatile disturbò persino il suo funerale).
  • Nel corso dei secoli successivi, diversi presidenti e loro famiglie ebbero pappagalli, canarini o storni fra gli animali domestici (esempi: Ulysses S. Grant, Theodore Roosevelt, John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson).

Pirati e pappagalli: mito e realtà

Il binomio “pirata + pappagallo sulla spalla” è oggi un’icona popolare, spesso associata a opere letterarie come L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Storicamente, durante l’età d’oro della pirateria (ca. 1680–1730), i pappagalli erano effettivamente commerciati: non tanto come animali da compagnia a bordo (anche se non mancavano casi), quanto come merce da vendere alle élite europee per ricavarne profitto.

Il diario del capitano pirata William Dampier descrive come, durante le soste nei Caraibi, molte navi imbarcassero pappagalli — insieme a provviste e altri animali — da rivendere poi in Europa. Dampier li descrive come uccelli grandi, colorati e loquaci, molto ambiti.


Guerre mondiali e curiosità moderne

  • Prima guerra mondiale: fonti raccontano che a Parigi furono usati pappagalli come “vedette” per segnalare il rumore degli aerei nemici dalla Torre Eiffel, sfruttando il loro udito fine. (Questo episodio è una curiosità storica che compare in alcuni resoconti d’epoca.)
  • Seconda guerra mondiale: si racconta che Winston Churchill fosse in compagnia di un ara blu e gialla di nome “Charlie”; notizia popolare affermava che Charlie avesse pronunciato frasi contro Hitler e i nazisti fino a tarda età. Tuttavia, la figlia di Churchill, la Lady Soames, ha in seguito messo in dubbio queste affermazioni, dichiarando che suo padre non possedeva un ara in quegli anni e che il pappagallo a cui si riferiva era un grigio africano dal carattere scontroso. Perciò questa vicenda rimane controversa e va riportata con cautela. Ciò che invece è sicuramente vero è che Charlie è tuttora vivo, ha 114 anni ed è di proprietà di un florovivaista inglese.

Pirati, commercio e aspetti etici

Nel passato il commercio globale dei pappagalli era un affare redditizio: la domanda europea di uccelli esotici alimentò rotte commerciali che ebbero impatti pesanti sulle popolazioni selvatiche. Oggi la consapevolezza è cambiata: il commercio illegale e la distruzione degli habitat sono riconosciuti come minacce principali alla sopravvivenza di molte specie e vengono combattuti globalmente.


Poesia e affetto per gli uccelli: il caso di Mozart

Quando lo storno di Mozart morì, il compositore tenne una cerimonia parodistica e compose versi che esprimevano sorpresa e affetto per il suo piccolo amico. L’opera, scritta in chiave ironica ma malinconica, rende l’idea del legame:

«Qui riposa un uccello chiamato Storno,
Un piccolo stupido tesoro.
Era ancora al suo apice
Quando è finito il suo tempo,
E il mio dolce piccolo amico
Arrivato ad una fine amara,
Ha creato un dolore terribile
Nel profondo del mio cuore.
Gentile Lettore! Versa una lacrima,
Perché era caro,
A volte un po’ troppo allegro
E, a volte, abbastanza folle,
Ma mai
Noioso.
Scommetto che ora è in alto
Lodando la mia amicizia verso il cielo,
Al quale lo rendo
Senza compassione;
Perché quando si congedò improvvisamente,
Il che mi ha procurato un tale dolore,
Non stava pensando all’uomo
Chi scrive e fa poesia come nessuno può.
4 giugno 1787.»